
Una mobilitazione che non si ferma e accende i riflettori su una gestione opaca e senza prospettive.
La protesta dell’Orchestra sinfonica siciliana continua e lo fa con un segnale che è tutto fuorché simbolico.
Gli orchestrali continueranno a suonare, ma lo faranno in forma di protesta simbolica per ricordare che dietro ogni strumento ci sono lavoratori e lavoratrici che da troppo tempo vivono in una condizione di incertezza cronica.
E il punto non è solo artistico. È soprattutto politico e gestionale.
I sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil tornano a puntare il dito contro una situazione che definiscono ormai insostenibile.
Una protesta che va avanti da anni
Non si tratta di un episodio isolato.
La mobilitazione affonda le radici in anni di commissariamento della Fondazione e in una gestione che, secondo le organizzazioni sindacali, non ha mai prodotto un vero confronto.
“Clima di incertezza”: è questa la definizione utilizzata dai rappresentanti dei lavoratori.
E non è un caso.
Perché mentre i musicisti continuano a garantire spettacoli e qualità artistica, sul piano amministrativo si continua a navigare a vista.
Commissariamenti infiniti e dialogo assente
I sindacati denunciano apertamente la mancanza di un confronto strutturato.
E parlano di un nuovo incarico affidato al commissario della Fondazione, Margherita Rizza, che rischia di prolungare ulteriormente una fase già critica.
Un commissariamento che sembra non finire mai.
Secondo le sigle sindacali, si tratta dell’ennesima scelta che ripropone le stesse condizioni che hanno portato all’attuale situazione.
Risultato? Nessuna soluzione concreta e un futuro sempre più incerto.
Il nodo politico: Regione assente e decisioni calate dall’alto
Il cuore della vicenda resta politico.
Perché la gestione della Fondazione è passata dalla Regione al Comune senza che ci sia stata una reale condivisione con chi lavora dentro l’ente.
E questo passaggio, denunciano i sindacati, è avvenuto in totale assenza di informazione e confronto.
Una modalità che alimenta sfiducia e tensione.
Cosa chiedono i lavoratori della FOSS
Le richieste sono chiare:
Trasparenza nella gestione
Fine del commissariamento permanente
Avvio di un confronto reale con le parti sociali
Garanzie sul futuro occupazionale e artistico
E soprattutto una cosa: risposte concrete, non annunci.
Una vertenza che riguarda tutta Palermo
Perché questa non è solo una vertenza sindacale.
È una questione che riguarda la città.
La Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana rappresenta uno dei pilastri culturali di Palermo.
E lasciarla in questo stato significa mettere a rischio non solo i lavoratori, ma anche il valore culturale che esprime.
E adesso?
La protesta continuerà.
E lo farà sotto gli occhi di tutti.
Perché ogni nota suonata sarà anche un atto di denuncia.
E ogni silenzio istituzionale peserà ancora di più.
La domanda è semplice: chi si assume la responsabilità di questa paralisi?










