La scuola come comunità educante e presidio di sicurezza.
A Palermo il Gonzaga Campus è il primo in Sicilia a ottenere la certificazione FIDAE “Scuola Sicura”.
Un modello che punta su prevenzione, corresponsabilità e collaborazione con le famiglie.
La scuola non è soltanto un luogo in cui si apprendono nozioni: è uno spazio vivo, in continua trasformazione, dove si costruiscono identità e si sviluppano pensiero critico e consapevolezza.
L’educazione non è mai un percorso concluso, ma un cammino da compiere insieme, per essere davvero comunità. Fin dall’infanzia è fondamentale imparare a stare con gli altri, entrare in relazione e rispettare regole condivise.
Durante l’infanzia e l’adolescenza, alla scuola spetta una responsabilità ancora più delicata: fornire ai ragazzi strumenti per orientarsi nel mondo e diventare cittadini partecipi e responsabili.
Il ruolo decisivo delle famiglie
La scuola, però, da sola non basta. Per generare un cambiamento reale e duraturo è fondamentale il coinvolgimento delle famiglie.
Quando scuola e famiglia dialogano e collaborano, i valori trasmessi acquistano continuità e forza.
I ragazzi si sentono più motivati e sviluppano un autentico senso di appartenenza a una comunità educante che supera i confini dell’aula e incide concretamente sul tessuto sociale.
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Il Gonzaga prima “Scuola Sicura” in Sicilia
Un esempio significativo di questa sinergia è rappresentato dal Gonzaga Campus di Palermo, che nei giorni scorsi ha ricevuto l’attestazione FIDAE “Scuola Sicura”.
Si tratta della prima scuola in Sicilia ad adottare il Protocollo nazionale FIDAE e a ottenere la certificazione di conformità. Per l’occasione, l’istituto – che conta circa 1300 studenti – ha promosso momenti di incontro e approfondimento aperti a famiglie, istituzioni e mondo della scuola.
Il Protocollo FIDAE: prevenzione e sicurezza
La FIDAE (Federazione Istituti di Attività Educative), fondata nel 1945 a Roma, riunisce scuole cattoliche paritarie di ogni ordine e grado. Tra i suoi obiettivi principali figurano la tutela delle realtà educative e la promozione della formazione integrale dei giovani.
Il protocollo “Scuola Sicura” introduce procedure concrete per prevenire abusi, contrastare bullismo e cyberbullismo, garantire la sicurezza fisica e la tutela della privacy. Prevede inoltre formazione obbligatoria per il personale scolastico, rafforzando trasparenza e credibilità.
Il documento richiama le Linee guida per la tutela dei minori nelle scuole cattoliche, pubblicate nel 2022 dal Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica.
Per il Gonzaga, l’attestazione rappresenta un punto di partenza: non un traguardo celebrativo, ma un invito al territorio, alle famiglie e agli educatori a condividere responsabilità e buone pratiche, con l’obiettivo di rendere tutte le scuole ambienti sicuri, soprattutto nei contesti più fragili.
Kaladich: “Prevenire significa educare”
La presidente nazionale FIDAE, Virginia Kaladich, ha sottolineato: “Per spiegare il senso di questo protocollo parto dalle parole degli studenti del Gonzaga, che hanno immaginato un codice etico: “vogliamo ambienti sereni, dove tutti possano stare bene”.
Questa è una sintesi efficace del protocollo, che va oltre il rispetto delle norme e punta alla tutela dei minori. Tutelare significa prevenire, ed è fondamentale: spesso si pensa di dover intervenire solo davanti a episodi di bullismo, ma bisogna agire prima, accompagnando e formando i ragazzi”.
Kaladich ha inoltre definito la scuola un “presidio di umanità” e un laboratorio educativo, evidenziando come il protocollo sia già adottato da diverse realtà in Italia e destinato a diffondersi ulteriormente.
Montemarano: “Un sistema completo di sicurezza”
L’avvocato Emanuele Montemarano, coordinatore dei lavori di stesura del Protocollo, ha spiegato: “Il protocollo FIDAE Scuola Sicura nasce da un lavoro d’équipe che ha unito competenze giuridiche, pedagogiche e formative. È un sistema di regole e buone pratiche che riguarda tutti gli aspetti della sicurezza e del benessere dei minori”.
Il documento affronta non solo fenomeni come bullismo e cyberbullismo, ma anche temi concreti per le famiglie: sicurezza degli impianti, delle attrezzature, dei trasporti e della ristorazione scolastica.
“La certificazione – ha aggiunto – viene rilasciata solo alle scuole che dimostrano di applicare correttamente il protocollo. Si tratta di un modello unico nel panorama educativo italiano”.
Denora: “Una sfida per tutta la comunità”
Padre Vitangelo Denora, direttore generale del Gonzaga Campus, ha concluso: “La tutela dei minori e il contrasto al bullismo non sono solo questioni giuridiche, ma riguardano l’intera comunità educante. In un contesto complesso come Palermo, questa esperienza pilota dimostra che la scuola può fare la differenza”.
Ha poi ribadito l’importanza di ascoltare i giovani: “Un futuro migliore passa dalla loro educazione. La scuola deve essere un luogo di cura, dove ogni bambino è al centro e può guardare al futuro con speranza”.
Investire nella scuola per costruire il futuro
Investire nella scuola significa investire nel futuro della società. È un percorso complesso che richiede un impegno collettivo e un obiettivo condiviso: formare non solo studenti preparati, ma persone capaci di pensare, scegliere e agire responsabilmente.










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