
Sistema opaco e velocità sospetta: fondi pubblici distribuiti in pochi minuti mentre altri restano esclusi.
La Sicilia dei finanziamenti pubblici continua a correre, ma sempre nella stessa direzione.
Click day o lotteria per pochi?
Novanta minuti.
Tanto è bastato per bruciare due milioni di euro destinati al decoro urbano.
Un bando dell’assessorato regionale alle Infrastrutture guidato da Alessandro Aricò che, invece di distribuire opportunità, ha creato l’ennesima corsa ad ostacoli dove si vince sempre in maniera tale da suscitare pesanti perplessità.
Chi ha preso i soldi (e chi no)
A guidare la classifica della velocità c’è Campofelice di Fitalia, capace di presentare il progetto in appena 240 secondi.
Subito dopo Corleone, Sciara, Brolo e altri comuni che, guarda caso, orbitano nella stessa area politica.
Fuori invece decine di amministrazioni rimaste a bocca asciutta.
Non per mancanza di progetti, ma per una procedura che premia più la rapidità digitale che la qualità amministrativa.
Il nodo denunciato da Varrica
Il deputato regionale Adriano Varrica, Movimento 5 Stelle, non è nuovo a questo tipo di denunce.
Da tempo segnala come i contributi pubblici in Sicilia vengano distribuiti con criteri discutibili.
In questo caso ha presentato un esposto in Procura.
Secondo Varrica, il sistema del click day applicato a procedure complesse genera una distorsione evidente.
Non si tratta di compilare un modulo semplice.
Qui parliamo di progetti articolati, con decine di campi da completare, documentazione tecnica da allegare e firme digitali da apporre.
Eppure alcuni comuni riescono a completare tutto in pochi minuti.
Coincidenze?
Tempistiche irreali e sospetti concreti
Le tempistiche dichiarate fanno sorgere più di un dubbio.
Preparare, caricare e inviare un progetto completo in 4 o 5 minuti appare quantomeno improbabile.
Soprattutto considerando che la piattaforma regionale spesso rallenta o si blocca.
E allora la domanda è inevitabile.
Chi sapeva prima?
Chi era già pronto?
E soprattutto: chi aveva accesso a informazioni privilegiate?
Il problema politico
Non è solo una questione tecnica.
È una questione politica.
Perché quando i fondi pubblici vengono distribuiti con modalità che favoriscono pochi, si crea una disparità inaccettabile.
E quando quei pochi coincidono sistematicamente con amministrazioni vicine a una certa area politica, il sospetto diventa qualcosa di più.
Una storia che si ripete
Non è la prima volta.
Varrica ha già denunciato altri casi simili.
Contributi assegnati con criteri opachi.
Graduatorie pubblicate a giochi fatti.
Procedure che sembrano costruite più per escludere che per includere.
La richiesta: fare chiarezza
L’esposto in Procura ora dovrà verificare se ci siano state irregolarità.
Se qualcuno ha avuto un vantaggio indebito.
Se il sistema è stato utilizzato in modo distorto.
E adesso?
La politica regionale non può continuare a far finta di nulla.
Perché qui non si tratta solo di due milioni di euro.
Si tratta di credibilità.
Si tratta di fiducia.
E soprattutto si tratta di capire se in Sicilia i soldi pubblici vengono distribuiti secondo regole uguali per tutti.
Oppure no.
E voi, pensate davvero che sia tutto regolare?










