
Si pensava quasi a un sussulto di pudore quando l'Ars si costituiva parte civile nel processo Galvagno; invece succede qualcosa che potrebbe diventare un caso studio della giurisprudenza italiana: la parte civile che appoggia la difesa.Â
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Per la procura, l’uso dell’auto blu da parte del Presidente Galvagno - tra leasing auto, autista e benzina - sarebbe stato stimato in 36.864,47 euro. Mentre per l’Avvocatura dello Stato (che assiste l’Ars) il danno per le casse si limiterebbe al solo consumo della benzina: 215,44 euro. Praticamente due pieni.
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A questo punto è doveroso ricordare cosa è stato fatto con quell'auto blu: passaggi ad amici, amiche, parenti e collaboratori, viaggi per andare a fare acquisti, comprare cibo o fiori e accompagnare qualcuno a consegnarli (pure romantico); o ancora i rientri a casa trasformati in servizio di rappresentanza o l’autista mandato a comprare kebab e patatine.
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In uno degli episodi ricostruiti dagli investigatori, persone vicine al presidente sarebbero state accompagnate da Palermo fino a Milazzo, poi a Ragalna (la Forte dei Marmi di FdI) e infine di nuovo a Palermo, in un tragitto di circa sette ore. In un’altra occasione, come riportato anche da Il Fatto Quotidiano, sarebbe stato dato un passaggio all’ex assessore regionale musumeciano Ruggero Razza, oggi eurodeputato di FdI.
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Ora, ridurre tutto a 215,44 euro di benzina è come stimare il valore di un Picasso contando soltanto quantI tubetti di colore sono stati utilizzati.
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Evidentemente il costo della credibilità delle istituzioni e il danno d’immagine al Parlamento più antico d’Europa che, almeno secondo l’accusa è una specie di Glovo o Deliveroo al servizio del Presidente dell'Ars, non rientra nei conteggi. Praticamente  il problema non sono gli abusi, quanto il prezzo della benzina consumata per compierli.
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Nemmeno Perry Mason avrebbe ostentato tanta audacia.
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