
Due compleanni e tre brutti regali. Il primo, quello di Schifani. Il Presidente, l'11 maggio spegneva 76 candele salvo poi, solo due giorni dopo, accendere un cero per quella bella coccarda - regalata da Swg - come governatore meno gradito d'Italia.
Poi oggi, 15 maggio, c'è l'altro compleanno, quello della Regione. Il dono, qui, arriva in anticipo, dato che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non sarà presente alla festa. Come dargli torto con quel pasticciaccio brutto de via Arenula.
Con questa mestizia altro che festa istituzionale, festa funebre.
Anche perché, da uno come Schifani, amante dei tagli di nastro - ben 1.500 metri di fascia consumati tra inaugurazioni e cerimonie - dei pranzi, degli addobbi per gli uffici, delle piante ornamentali, dei contributi per sagre e parrocchie e dei gadget istituzionali, ci si sarebbe aspettati una festa alla Jep Gambardella (come in foto) per gli ottant’anni della Regione. Alla fine viene fuori un convegno (con economisti, giuristi e giornalisti) allo Steri. Austero, sovietico, in stile andropoviano . Manca solo il semolino.
Il Mpa invece festeggia per conto suo a Enna, con bandiere, amministratori e dirigenti di partito. In fondo è la festa dell’Autonomia: si festeggia in autonomia, tra autonomisti.
Certo, per Schifani c’è anche un terzo regalo. Postdatato. È quello che starebbero infioccando Marina Berlusconi e Giorgio Mulè.
Il risultato (ancora oggi oggetto di studio nelle segreterie romagnole) siciliano per il referendum sulla Giustizia resta un tasto dolente e Mulè, checché se ne dica, è stato praticamente l’unico a impegnarsi davvero per spingere il Sì. Ci ha messo la faccia mentre molti altri nel partito praticavano l'hobby preferito dalla maggioranza: pugnalarsi alle spalle. Difficilmente il vice della Camera dei deputati resterà fermo alle prossime regionali.
Forse è questo il pensiero meno piacevole per Schifani: lui organizza le feste ma c'è chi gliele sta facendo.










