sudpalermologo
sudpalermologo

PAGINE

Categorie

Categorie

Lo Sport come lo raccontiamo noi

imgi_2_sport-r3gyvr6fykih8e5kk1tac3on1n6zio1zh5d2rplfog
press2a
hitech-r3gyukvpf0wkpxv0f1j2pwcwbazgwae2bc0869c5gg
style-r3gyxz2q3hjun8xilickq1itje96oxv644tck8ayzk
sudlife-r3gywm7483oxviwiix7z4duuncy3koh4lew3lubfz4
sudarte-r3gyw83jdl5n1dgzt94kkzexqkvld7x5jh3teowckg
gusto-r3gyriwl7eq0zkar97zq463yt81ivp9gw7of0vv7og
salute-r3gyuy1g2pel8hbwa77uot1cmp6lw1ub1550w4sn1c

facebook
instagram
youtube
whatsapp

Per qualsiasi informazione puoi contattarci a:

 

editore@sudpress.it

+39 339 7008876

IN EVIDENZA

Sferracavallo, il ritorno della paura. La commissione regionale Antimafia: ''Frange di Cosa Nostra lanciano sf

2026-05-29 06:00

Veronica Femminino

Cronaca,

Sferracavallo, il ritorno della paura. La commissione regionale Antimafia: ''Frange di Cosa Nostra lanciano sfida, non lasceremo soli i commercianti''

Dopo le numerose intimidazioni del racket delle estorsioni

antimafia-3.jpeg

Le istituzioni hanno preso impegni, hanno promesso di non voltarsi dall'altra parte. 

Ma la storia di questa città insegna che le promesse, da sole, non bastano. Ciò che serve è continuità, presenza, coraggio collettivo. 

 

Palermo sembra tornata indietro nel tempo. 

C'è qualcosa di angoscioso e familiare nell'aria che si respira a Sferracavallo, la borgata marinara che sorge nella zona nord del capoluogo siciliano: bottiglie di benzina lasciate davanti alle saracinesche dei negozi con biglietti su cui sono scritte le somme da versare, colpi di kalashnikov esplosi contro i locali - tra cui il rinomato ristorante Al Brigantino - intimidazioni ai gestori delle attività commerciali, grandi e piccole. 

 

Sferracavallo ma non solo: analoghi messaggi inquietanti e chiarissimi, sono stati recapitati anche a lidi balneari dei comuni costieri limitrofi.  

Non ci sono i morti ammazzati per strada di una volta, ma la mafia vuole mettere paura, a tutti. 

Il messaggio è brutale, antico: pagate, oppure potrebbe accadervi qualcosa di brutto. 

È il racket delle estorsioni che torna a colpire con metodi collaudati, in un territorio che sperava e credeva di essersi lasciato certi incubi alle spalle. 

La criminalità organizzata, decimata negli ultimi anni da una stagione intensa di arresti che ne hanno minato le fondamenta e l'hanno costretta a riorganizzarsi, alza di nuovo la testa. 

Si infiltra nel tessuto produttivo ed economico, punta sui quartieri, sulle periferie, sui borghi di mare. E il clima, tra i commercianti e i cittadini di Sferracavallo, è pesante, cupo, fatto di silenzi e di sguardi bassi.

Per spezzare questo silenzio ieri pomeriggio la commissione regionale Antimafia siciliana, presieduta da Antonello Cracolici, ha scelto di riunirsi proprio a Sferracavallo, all'istituto comprensivo Sferracavallo-Onorato, portando le istituzioni a stretto contatto con chi subisce. 

 

Nell'atrio della scuola si sono ritrovati il presidente della Regione Renato Schifani, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il prefetto Massimo Mariani, il presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini, componenti della commissione nazionale Antimafia, i sindaci di Capaci, Carini, Isola delle Femmine e Torretta, rappresentanti delle categorie produttive, associazioni antimafia e antiracket, consiglieri comunali e di circoscrizione, il parroco don Francesco Di Pasquale. 

 

In prima fila l'imprenditore Tommaso Dragotto, la cui azienda di autonoleggio ha subito nella notte tra martedì e mercoledì l'incendio doloso di una sede, con numerose autovetture divorate dalle fiamme. Accanto a lui, Andrea Testaverde, titolare del ristorante Al Brigantino.

 

Cracolici: “La Sicilia non può essere indifferente”

A dare il tono della giornata è stato Antonello Cracolici, che ha inquadrato con nettezza la natura di ciò che sta accadendo: “Frange di Cosa Nostra stanno alzando una sfida nei confronti della città, delle istituzioni e delle imprese. È una sfida che raccogliamo, per ricacciare indietro chi ha scelto di far ripiombare nella paura imprenditori, commercianti e cittadini. Non possiamo lasciare solo chi subisce intimidazioni, occorre creare un senso comune di una città che reagisce e sta dalla parte di chi viene colpito. Qui a Sferracavallo ci sono imprenditori che recentemente hanno subito oltre alle minacce ingenti danni, la Sicilia non può essere indifferente”. 

 

Cracolici ha poi alzato ulteriormente il livello dell'allarme, escludendo qualsiasi lettura riduttiva degli episodi: “Qui è in atto qualcosa di più profondo della violenza urbana, c'è una strategia criminale mafiosa. Guai a sottovalutare quello che sta avvenendo. A mia memoria, comunque, i cittadini hanno reagito subito, con cortei e manifestazioni molto partecipate, mettendoci la faccia”.

Il presidente della commissione regionale Antimafia ha anche annunciato di aver chiesto alla Regione di ripristinare il fondo anti-usura, azzerato per mancanza di domande negli ultimi due anni: “La Sicilia è stata la prima regione italiana a istituire negli anni Novanta quel fondo. Ho chiesto al presidente Schifani di ripristinarlo, per dimostrare la presenza delle istituzioni e dare coraggio collettivo a chi ha subito intimidazioni”. 

 

Parlando con i giornalisti, Cracolici non ha risparmiato una battuta pungente sulle sessanta telecamere annunciate per Palermo dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi: “Di fronte alla complessità di quello che sta accadendo mi sembra un po' come la battuta su Maria Antonietta che al popolo che aveva fame rispondeva 'date loro le brioche'”.

 

Il governatore Schifani: “Lo Stato c'è, la Regione c'è”

L'appello di Cracolici ha trovato risposta nelle parole di Renato Schifani, che ha annunciato il rifinanziamento del fondo previsto dalla legge regionale 20 del 1999 per gli indennizzi a favore di chi ha subito danni al patrimonio immobiliare e ai mezzi di trasporto a causa di attentati mafiosi: “Le somme non sono state utilizzate negli ultimi anni per la mancanza di domande presentate ad opera dei potenziali fruitori. Ma la cittadinanza deve sapere che lo Stato c'è, che la Regione c'è”

 

Schifani ha ricordato anche l'esistenza di un fondo da duecentomila euro gestito dall'Irfis, accessibile a sportello, destinato alle imprese vittime di usura o estorsione.

Il governatore ha poi tracciato un parallelo storico che risuona come un appello: “Negli anni Novanta Palermo si ribellò in modo spontaneo e naturale con i lenzuoli bianchi, mi auguro che oggi quel gesto possa ripetersi. La giornata di oggi non deve rimanere isolata, dobbiamo fare sistema per dire no alla delinquenza. Siamo davanti a una dinamica nuova contro la quale servono misure nuove”. 

E ha ribadito un concetto che considera irrinunciabile, invitando all'unione delle forze: “La mafia va combattuta senza mai abbassare la guardia, perché è in continua trasformazione. Le istituzioni e la politica non si possono dividere quando si combatte la criminalità organizzata”.

 

Il prefetto di Palermo: “Questi gaglioffi non controllano Sferracavallo”

Parole nette anche dal prefetto di Palermo, Massimo Mariani, che ha promesso un'intensificazione dei servizi di controllo nel territorio: “Agli imprenditori dobbiamo delle risposte. Stiamo intensificando i servizi a Sferracavallo e in altri territori critici. Questi gaglioffi però non controllano Sferracavallo e siamo al lavoro per buttarli fuori. Il nostro impegno è massimo e con la gente di Sferracavallo le risposte arriveranno, non ci fermeremo finché questi delinquenti saranno in circolazione”.

 

Il sindaco Lagalla: “Rigenerazione urbana, sociale e culturale”

Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha indicato la strada di lungo periodo: “Dobbiamo puntare sulla rigenerazione urbana e sociale, abbinandola a quella culturale rivolta alle giovani generazioni, che devono scegliere la libertà e non la mafia”.

 

Piergiorgio Morosini: “Importante far capire che si può denunciare”

Il presidente del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, ha sottolineato la valenza simbolica e concreta della seduta: “La presenza delle istituzioni in un momento delicato come questo è importante, c'è molto da fare per rimanere vicino agli operatori economici che hanno subito atti intimidatori, per fare capire che si può denunciare. Ci sono stati vari episodi sui quali è bene che tutte le istituzioni riflettano insieme, facendo sentire la loro presenza sul territorio”.

 

Tommaso Dragotto: “Sessanta telecamere? Una cosa inutile”

Tommaso Dragotto, patron di Sicily By Car, non usa mezzi termini: “Le sessanta telecamere annunciate per Palermo dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi? Una cosa inutile. Nel nostro caso hanno agito in tre, di notte e a volto coperto”. Dragotto – citato nel suo intervento dal  presidente Schifani come esempio di imprenditore che “non si piegherà mai” - rappresenta quella parte di imprenditoria che pur subendo, non arretra.

L'incendio di qualche giorno fa è solo l'ultima minaccia a lui rivolta, anzi, l'ennesima. Il 21 marzo scorso un'altra sede della sua azienda, il deposito di via San Lorenzo, a Palermo, era già stato destinatario di una raffica di kalashnikov.

 

Il parroco: “A Sferracavallo c'è paura anche per una passeggiata serale”

A dare la misura più umana e quotidiana della situazione è don Francesco Di Pasquale, parroco della borgata: “Se a Palermo le regole non vengono rispettate nel cuore della città, come ai Quattro Canti, figuriamoci nelle periferie. A Sferracavallo c'è paura, anche per fare una passeggiata serale”. Il sacerdote ha lanciato un appello affinché il dibattito non trascuri le nuove generazioni, ha chiesto aiuto: “Oggi non ho sentito parlare del lavoro che bisogna fare sui giovani. Oratori e parrocchie sono presidi del territorio, ma non bastano”.

 

Sferracavallo attende azioni concrete 

Sferracavallo, dunque, almeno nelle intenzioni dichiarate, non è sola.

Le istituzioni sono arrivate, hanno preso impegni, hanno promesso di non voltarsi dall'altra parte. Ma la storia di questa città insegna che le promesse, da sole, non bastano. Ciò che serve è continuità, presenza, coraggio collettivo. 

Quello stesso coraggio che i commercianti e i cittadini della borgata dimostrano ogni mattina quando alzano la saracinesca, nonostante la paura. La vera sfida, adesso, è non lasciare che quella saracinesca rimanga abbassata.

SudPalermo

Edito da: Sudpress S.r.l. C.da Giancata s.n., Zona Industriale – 95128 Catania

SudPalermo è una testata del Gruppo SudPress

Registrazione Tribunale di Catania n. 18/2010 – PIVA 05704050870 - ROC 180/2021 Edito da: Sudpress S.r.l. zona industriale, c.da Giancata s.n. – 95121 Catania

sudpalermologo

La tua pubblicità su SudPalermo passa da qui! 

Scopri le opportunità, invia una richiesta

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder