"La linea della Presidenza della Regione Siciliana è stata da sempre improntata al pieno rispetto della legalità , anche quando questo ha comportato l’assunzione di decisioni politiche difficili e non prive di conseguenze. In merito alla vicenda Italo-Belga, Palazzo d’Orléans ha mantenuto fin dall’inizio il necessario riserbo istituzionale, considerato che era in corso una procedura di verifica sugli aspetti di legittimità . Non appena ho ricevuto ufficialmente la relazione della Commissione Antimafia, ho provveduto lo stesso giorno a trasmetterla al dirigente generale del dipartimento regionale dell’Ambiente, affinché potesse adottare tutti gli atti di competenza. Successivamente, la Regione, al termine di una valutazione approfondita e rigorosa, svolta anche con il supporto del parere dell’Avvocatura dello Stato, ha assunto i conseguenti e rigorosi provvedimenti, improntati alla massima fermezza."
Â
A scriverlo, il 27 febbraio scorso sui suoi canali social, era il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
Â
Certo, quelle parole sembrano cozzare con quanto il governatore avrebbe detto al dirigente generale del dipartimento Ambiente, Calogero Beringheli, l’uomo che firmò la revoca della secolare concessione della spiaggia di Mondello alla società Italo-Belga, poi sospesa dal Cga.
Â
Per comprendere rapidamente i fatti richiamati da La Vardera: nella Italo-Belga lavoravano il fratello e alcuni nipoti del boss Salvatore Genova. La società affidava inoltre alcuni lavori in subappalto alla Gm Edil, impresa riconducibile a Rosario Genova, nella quale lavorava anche il fratello Bartolo Genova, scarcerato nel 2021 dopo una condanna per mafia. C’è da dire che la Italo-Belga non è mai stata nei fatti destinataria di un’interdittiva antimafia, ma la Gm sì.Â
Â
Sulla base di questo elemento la Regione, il 26 febbraio (il giorno prima del post di Schifani quindi), revoca la concessione. La società , che da più di cento anni gestisce la spiaggia di Mondello, impugna il provvedimento davanti al Tar e il 25 marzo i giudici amministrativi respingono il ricorso ma, solo un mese dopo, arriva la svolta. Il presidente del Cga accoglie l’istanza della Italo-Belga e sospende gli effetti della revoca, ritenendo necessario garantire continuità alla stagione balneare per ragioni di ordine pubblico.
Â
In questo grande sudoku regionale emerge l’audio - pesantissimo - promesso e poi diffuso dal fondatore di Controcorrente. Nella telefonata tra i due, Beringheli racconta a La Vardera di un incontro tenutosi a Palazzo d’Orléans, con il presidente che avrebbe manifestato perplessità sulla scelta di procedere immediatamente alla revoca, sostenendo che si sarebbe potuto attendere il termine della stagione estiva, consentendo alla società di gestire regolarmente l’estate.
Â
Insomma, come si dice, "ne parliamo a settembre".
Â
Beringheli riferisce inoltre che a quell’incontro era presente anche l’assessore al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino. Tanto basta per spaccare ancora di più la già cagionevole maggioranza.
Â
Per La Vardera l’audio rappresenterebbe una prova significativa. A suo giudizio, il contenuto della conversazione mostrerebbe una distanza tra la posizione pubblicamente sostenuta dal presidente della Regione e ciò che avrebbe detto a porte chiuse.
Â
Effettivamente, più che sul merito della vicenda, la questione finisce per avere effetti sul piano politico: da una parte Fratelli d’Italia ha difeso la linea della revoca sostenuta dall’assessore Savarino; dall’altra Schifani si ritrova a sudare per l'ennesima gaffe; gaffe che, stavolta, potrebbe costare cara al presidente.
Â
Sull’Italo-Belga si gioca il vantaggio (al primo tempo, s’intende) della prossima partita  regionale. E questo Schifani, FdI, ScN e ControCorrente lo sanno bene.











