
La vicenda della privatizzazione della Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Catania, continua ad alimentare il confronto politico in Sicilia. A intervenire con toni netti è il deputato regionale del gruppo Mpa-Grande Sicilia, Santo Primavera, che punta l’attenzione sul ruolo della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, tuttora in regime commissariale, e sui motivi che starebbero accompagnando il percorso di cessione delle quote.
Primavera: "Non si svendano le quote della Sac"
Secondo il parlamentare autonomista, una Camera di Commercio commissariata non potrebbe supplire a decisioni di carattere strategico come quelle che riguardano il futuro del principale scalo della Sicilia orientale.
Primavera richiama il presidente della Regione, Renato Schifani, chiedendogli di intervenire “per la Sicilia e i siciliani” e sostenendo che la soluzione individuata per affrontare l’attuale fase sarebbe “peggiore del buco commissariale”.
Nel mirino del deputato finiscono infatti le scelte monocratiche assunte per conto di un ente che, a suo giudizio, non rappresenterebbe pienamente il territorio, proprio a causa della mancata costituzione dell’organo camerale in forma elettiva, unica condizione che, secondo la sua lettura, garantirebbe una reale espressione del mondo imprenditoriale e produttivo.
Il nodo del Fondo pensioni camerale
Uno dei passaggi più delicati della dichiarazione riguarda il tema del Fondo pensioni camerale. Primavera riferisce che negli ambienti camerali starebbe circolando un messaggio secondo cui la scelta di privatizzare l’aeroporto di Catania sarebbe collegata alla necessità di fare cassa per superare le criticità del sistema pensionistico.
Il deputato richiama in particolare la legge regionale Sicilia 8 maggio 2018, n. 8, soffermandosi sulla disciplina relativa al Fondo unico di quiescenza del personale delle Camere di Commercio. In questo quadro, la questione posta è se eventuali difficoltà del Fondo debbano essere affrontate con la cessione delle quote Sac oppure con un intervento pubblico diverso.
La proposta: la Regione rilevi le quote e mantenga la proprietà pubblica
Per Primavera, qualora le criticità del Fondo pensionistico esistano realmente, queste dovrebbero essere prima accertate puntualmente e poi affrontate dalla Regione Siciliana con un’operazione trasparente e diretta.
La proposta avanzata dal deputato è che sia eventualmente la stessa Regione a immettere liquidità, rilevando direttamente le quote dell’aeroporto oggi detenute dalla Camera di Commercio, così da conseguire un doppio obiettivo: mantenere in mani pubbliche la proprietà dello scalo e, nello stesso tempo, consolidare il Fondo pensionistico.
Secondo il parlamentare, una simile soluzione sarebbe più coerente anche alla luce del fatto che, a suo giudizio, sarebbe stata proprio la Regione, nel corso degli anni, a concorrere alla formazione delle attuali criticità del sistema pensionistico camerale.
"La pezza non può essere la dismissione del principale scalo della Sicilia orientale"
Nel suo intervento, Primavera sostiene che la risposta non possa consistere nella dismissione del principale aeroporto della Sicilia orientale, ma in un’azione pubblica “organica, trasparente e responsabile”, finalizzata alla tutela degli interessi dei siciliani.
Il deputato richiama inoltre lo Statuto speciale della Regione Siciliana, osservando che l’articolo 17 attribuisce alla Sicilia competenze in materia di comunicazioni e trasporti, elemento che a suo avviso rafforzerebbe la necessità di una valutazione politica e istituzionale più ampia sulla governance dell’infrastruttura.
Le critiche agli enti pubblici coinvolti
Un altro punto sollevato riguarda l’orientamento degli enti pubblici coinvolti nel processo. Primavera si dice sorpreso dal fatto che si voglia procedere “a tutti i costi e indiscriminatamente” verso il mercato, senza avere illustrato in modo chiaro né la reale necessità della vendita né la programmazione degli eventuali investimenti infrastrutturali che si intenderebbe finanziare con gli incassi.
La domanda politica posta dal deputato è diretta: perché vendere se non è stata motivata la necessità?
Un interrogativo che riporta al centro del dibattito alcuni nodi cruciali: il valore strategico della Sac, il ruolo dei soci pubblici, la legittimazione di un ente camerale ancora commissariato e le finalità concrete che dovrebbero giustificare una cessione di quote ritenuta da più parti estremamente delicata.
Privatizzazione Sac, il dibattito resta aperto
Le dichiarazioni di Santo Primavera rilanciano quindi il confronto sulla privatizzazione della Sac e sulla gestione dell’aeroporto di Catania, in una fase in cui il tema intreccia profili economici, istituzionali e politici.
Da un lato c’è il tema della governance e della rappresentanza dei soggetti chiamati a decidere; dall’altro resta il nodo più ampio del destino di una infrastruttura strategica per i collegamenti, l’economia e lo sviluppo della Sicilia orientale.
In questo scenario, il richiamo del deputato è a fermare ogni eventuale accelerazione, chiarire le reali ragioni dell’operazione e verificare se esistano alternative capaci di evitare che una scelta di così grande impatto venga percepita come una svendita di quote pubbliche.










