I valori di Francesco d'Assisi nel nostro tempo
La pace, l'ecologia, il dialogo interreligioso, il rispetto per gli ultimi: i valori di Francesco d'Assisi risuonano nel nostro tempo come nel XIII secolo. Le Famiglie Francescane di Sicilia li hanno celebrati con un grande concerto a Palermo, affidando la voce del Poverello ad Angelo Branduardi.
Ricorre quest'anno l'VIII centenario della morte di San Francesco d'Assisi.
La Sicilia francescana ed ecclesiale ha celebrato questo speciale anniversario con uno spettacolo dedicato al Poverello di Assisi, il concerto “Branduardi canta Francesco”, che si è tenuto il 24 giugno al Teatro di Verdura di Palermo.
Una serata di condivisione nel senso più ampio e prezioso del termine, che ha visto la partecipazione di centinaia di persone provenienti da ogni parte della Sicilia.
'Protagonista' dell'appuntamento – capace di andare oltre i confini dell'appartenenza culturale e religiosa – il santo umbro, patrono d'Italia insieme a santa Caterina da Siena, vissuto in pieno Medioevo eppure capace, ancora oggi, di parlare a ciascuno di noi, ad ogni latitudine.
Sul palcoscenico, a donare emozioni ai presenti, un artista di rara sensibilità: il cantautore Angelo Branduardi e la sua band, che hanno proposto 11 brani tratti dall'album "L'infinitamente piccolo" sulla vita di San Francesco, con le musiche realizzate in collaborazione con Ennio Morricone, Franco Battiato, i Madredeus e la Nuova Compagnia di Canto Popolare.
La finalità della serata evento
L'evento, organizzato dalle Famiglie Francescane di Sicilia, e fortemente voluto da Padre Paolo Fiasconaro – con il patrocinio del Comune di Palermo, dell'assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, del Comitato Nazionale per le Celebrazioni Francescane, della Conferenza Episcopale Siciliana, dell'Arcidiocesi di Palermo – ha coinvolto tutte le realtà francescane dell'Isola frati, suore, laici francescani, i fedeli delle diocesi, le parrocchie, i gruppi e movimenti ecclesiali e i fan di Branduardi.
Ognuno dei presenti alla serata ha partecipato non solo per ascoltare buona musica, ma anche per fare del bene. Il ricavato, infatti, sarà devoluto a favore dei bambini ospiti della “Casa del Sorriso” di Monreale e per finanziare borse di studio destinate a giovani disagiati assistiti nelle Missioni Francescane dei Frati Minori Marocco, dei Frati Conventuali Kenya e dei Frati Cappuccini Colombia.
È stato un momento di grazia, cioè di presenza che lascia il segno, non solo per celebrare San Francesco, ma soprattutto per entrare nel significato profondo del carisma di un uomo che ha incarnato il Vangelo, testimoniando i valori universali della pace, del dialogo interreligioso e della salvaguardia della natura.
La spiritualità di Francesco ha ancora tanto da dire
Come ha osservato Fra Antonino Catalfamo, Presidente della Conferenza dei Ministri provinciali francescani: “Per la famiglia francescana è una grande occasione per ritrovarsi. Questa serata ricorda a ciascuno di noi che la spiritualità di Francesco ha ancora tanto da dire. Il piccolo uomo di Assisi è attuale, e lo sarà sempre. Perché avremo sempre bisogno di relazioni belle e sane tra noi esseri umani, con il creato, con Dio. Francesco è l'uomo della semplicità e dell'umiltà, che sa guardare tutti negli occhi e far sentire tutti a proprio agio: e ciò di cui, in ogni epoca, abbiamo sempre avuto bisogno”.
L'infinitamente piccolo
Il 2000 è unanimamente riconosciuto come l'anno giubilare per eccellenza: il “millennium bug”, le profezie, la fine di un'epoca e l'ingresso nel terzo millennio cristiano, un momento atteso da secoli come spartiacque della storia dell'umanità.
È l'anno in cui Angelo Branduardi pubblica quello che molti considerano il suo capolavoro più maturo e coerente: “L'infinitamente piccolo”.
Si tratta di un concept album interamente dedicato alla figura di San Francesco d'Assisi. I testi si basano sulle fonti francescane, un corpus di scritti medievali, e gli scritti autografi del Santo. Non mancano riferimenti letterari di più ampio respiro: tra le fonti spicca anche il Canto XI del Paradiso di Dante Alighieri, a sottolineare come la grandezza di Francesco abbia attraversato i secoli fino a imporsi come figura universale della cultura occidentale.
Un mosaico musicale e spirituale
L'album ripercorre la vita del Santo di Assisi, costruendo una sorta di via crucis laica e luminosa attraverso gli episodi più emblematici: dalla conversione e dalla predicazione agli uccelli, all'incontro straordinario con il sultano al-Malik al-Kāmil, dalla pacificazione del lupo di Gubbio fino alla morte serena del Poverello. Ogni brano è una tessera di un mosaico che non racconta semplicemente la biografia di un santo, ma ne restituisce il senso spirituale profondo.
A caratterizzare sul piano musicale “L'infinitamente piccolo” è la straordinaria capacità di Branduardi di intrecciare tradizioni diverse: rilegge temi medievali e rinascimentali riattualizzandoli, a testimoniare l'universalità del messaggio francescano. L'artista raccoglie frammenti melodici da epoche e culture lontane per comporre un'unica, grande lode.
Branduardi: “L'infinito sta dentro di noi”
L'affinità tra Branduardi e Francesco non è casuale né superficiale. La vita del santo fu caratterizzata dal rispetto per la bellezza del creato. Francesco fu poeta, cantante, santo, ma soprattutto uomo tra gli uomini.
È un incontro tra due uomini separati da otto secoli ma accomunati da una stessa sensibilità: l'amore per la musica, concepita come strumento di conoscenza e comunione, il senso del sacro che abita le cose semplici, la fiducia nella bellezza come via verso il divino.
Branduardi stesso ha spiegato al pubblico il fascino che il santo esercita su di lui: “Francesco era un uomo di vera pace, un portatore di pace, non un pacifista, che è un concetto diverso. Era moderno, rivoluzionario, per certi versi anche eretico. Riconosceva dignità a ogni elemento del creato, anche agli animali, che non considerò mai esseri inferiori. Parlava alle donne da pari in un tempo in cui si pensava, addirittura, che le donne non avessero anima. Trovava letizia in ogni piccola cosa. Non negava il dolore ma lo attraversava e lo trasformava. L'infinitamente piccolo è un paradosso che io amo molto. Pensateci bene: anche un piccolo pezzo di carta non è realmente piccolo né finito, infatti si può spezzettare ancora e ancora, ottenendo altri piccoli pezzi di carta. L'infinito, perciò, non sta fuori di noi ma dentro di noi. Noi tutti siamo infinito”.
Francesco d'Assisi voce viva
“L'infinitamente piccolo” rimane, a distanza di oltre vent'anni dall'uscita, un album capace di parlare al credente e al laico, all'appassionato di musica antica e all'ascoltatore pop, allo stesso modo e con emozionante naturalezza.
I temi che Branduardi ritrova in Francesco — la povertà, la malattia, l'emarginazione, l'ecologia, il rifiuto della guerra — sono urgenze del presente quanto del XIII secolo. Francesco d'Assisi non è solo patrimonio della devozione cattolica. È voce viva.










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