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Palermo, la scuola affidata ai precari: 5.902 supplenze contro appena 521 assunzioni

2026-09-06 06:00

Redazione

Cronaca,

Palermo, la scuola affidata ai precari: 5.902 supplenze contro appena 521 assunzioni

Classi, sostegno e servizi restano affidati a contratti brevi. La Flc Cgil denuncia un sistema divenuto ordinario e reclama stabilizzazioni.

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Classi, sostegno e servizi restano affidati a contratti brevi. La Flc Cgil denuncia un sistema divenuto ordinario e reclama stabilizzazioni.

 

L’anno scolastico 2026-2027 a Palermo e provincia comincia con un dato che non descrive più un’emergenza, ma una regola: 5.902 supplenze tra docenti e personale Ata, a fronte di appena 521 immissioni in ruolo.

Significa che, per ogni lavoratore assunto stabilmente, il sistema scolastico palermitano ne impiega più di undici con un contratto a termine.

Non è la soluzione provvisoria a un imprevisto, ma il meccanismo ordinario con cui si tengono aperte le scuole, si assistono gli alunni, si garantiscono gli uffici e si presidiano i plessi.

A denunciarlo è la Flc Cgil Palermo, che chiede di smettere di trattare come temporanei fabbisogni che si ripresentano puntualmente ogni anno.

 

Docenti, oltre dodici supplenze per ogni assunzione stabile

Il primo bollettino delle supplenze pubblicato dall’Ambito territoriale di Palermo, comprese le riconferme sul sostegno finalizzate alla continuità didattica, registra 4.906 incarichi a tempo determinato.

Le immissioni in ruolo dei docenti sono invece soltanto 405.

Il rapporto è impietoso: più di dodici supplenze per ogni nuova assunzione stabile.

«Non si tratta più di un’emergenza. Siamo ormai davanti a un modello di funzionamento della scuola fondato sul precariato. Ed è questo modello che bisogna cambiare», afferma il segretario generale della Flc Cgil Palermo, Fabio Cirino.

La fotografia scattata dal sindacato mostra una scuola che ha bisogno di migliaia di lavoratori, ma alla quale lo Stato continua a offrirne soltanto poche centinaia con una prospettiva stabile.

Il resto viene lasciato in attesa, anno dopo anno, dentro graduatorie, bollettini e convocazioni.

 

Sostegno, l’84 per cento degli incarichi è a termine

Il dato più grave riguarda il sostegno agli alunni con disabilità, proprio il settore nel quale la continuità educativa dovrebbe rappresentare una priorità assoluta.

Dei 4.906 incarichi assegnati ai docenti, 4.141 riguardano il sostegno, pari a oltre l’84 per cento del totale.

Si tratta di 2.031 nuove attribuzioni e 2.110 riconferme per continuità didattica.

Le riconferme possono evitare l’ennesimo cambio di insegnante agli studenti e alle famiglie, ma non cancellano la contraddizione di fondo: la continuità viene inseguita utilizzando personale che resta precario.

Se oltre duemila rapporti devono essere rinnovati per garantire ogni anno lo stesso servizio, diventa difficile sostenere che quel fabbisogno sia occasionale.

È strutturale il posto, è strutturale la necessità, è strutturale il servizio.

Soltanto il contratto continua ostinatamente a essere temporaneo.

 

Personale Ata, 996 supplenze e soltanto 116 posti di ruolo

La sproporzione prosegue tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Le operazioni pubblicate dall’Uat di Palermo registrano già 996 supplenze, mentre le immissioni in ruolo si fermano a 116.

Gli incarichi a tempo determinato comprendono 734 collaboratori scolastici, 162 assistenti amministrativi e 93 assistenti tecnici, oltre a ulteriori assegnazioni negli altri profili.

Il caso più clamoroso è quello dei collaboratori scolastici: 734 supplenze contro appena 42 immissioni in ruolo, vale a dire oltre diciassette contratti a termine per ogni assunzione stabile.

Sono lavoratori indispensabili per la vigilanza, l’assistenza, l’apertura e il funzionamento quotidiano degli edifici scolastici.

Definirne precaria la presenza mentre il loro lavoro è necessario ogni giorno è ormai un esercizio burocratico, non una descrizione della realtà.

 

Altri 475 posti Ata in deroga dopo i tagli agli organici

Il quadro indicato dalla Flc Cgil Palermo è aggravato da 475 posti Ata in deroga nell’organico di fatto e dal mancato utilizzo, per le immissioni in ruolo, di una parte consistente dei posti vacanti e disponibili.

Tutto questo, sottolinea il sindacato, avviene dopo il taglio di 25 posti Ata nell’organico di fatto di Palermo, compreso nella riduzione complessiva di 207 posti in Sicilia.

La contraddizione è evidente: prima si restringono gli organici stabili, poi si scopre che senza quasi mille supplenti i servizi non possono funzionare.

E il costo di questa scelta non viene pagato soltanto dai lavoratori, costretti all’incertezza, ma anche dagli studenti, dalle famiglie e dalle comunità scolastiche.

«Il lavoro a tempo determinato non viene più utilizzato per rispondere esclusivamente a esigenze temporanee o imprevedibili, ma per garantire ordinariamente il funzionamento delle istituzioni scolastiche», osserva Cirino.

 

La richiesta: trasformare i posti ricorrenti in organico stabile

La Flc Cgil Palermo propone un cambio radicale di impostazione.

Il sindacato chiede di trasformare in organico di diritto i posti in deroga sul sostegno e i fabbisogni Ata che si ripetono stabilmente, utilizzare tutti i posti vacanti e disponibili per le assunzioni e avviare un piano straordinario di stabilizzazioni.

Non si tratta soltanto di una vertenza occupazionale.

La precarietà degli organici incide sulla continuità didattica, sulla qualità dell’inclusione, sull’efficienza degli uffici, sulla sicurezza e sulla capacità delle scuole di programmare il proprio lavoro.

I numeri dell’avvio dell’anno scolastico palermitano consegnano quindi una domanda semplice a chi governa l’istruzione pubblica: se migliaia di posti servono ogni anno per garantire attività ordinarie, per quale ragione continuano a essere considerati provvisori?

Finché non arriverà una risposta concreta, la scuola pubblica continuerà a chiedere stabilità agli studenti mentre nega stabilità a chi ogni mattina la fa funzionare.

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