
(la foto di copertina è tratta da un post sulla pagina FB dell'assessore Aricò del 29 gennaio 2025)
Una carriera costruita tra enti, staff regionali e incarichi fiduciari, fino alla guida dell’ufficio finito ora sotto inchiesta giudiziaria.
La notizia giudiziaria è di quelle che fanno rumore.
Angelo Pizzuto, direttore della Motorizzazione civile di Palermo, è stato arrestato dalla Polizia stradale nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Palermo con l’accusa di corruzione.
Secondo la ricostruzione investigativa, Pizzuto sarebbe stato sorpreso dopo il pagamento di una presunta tangente e durante la perquisizione sarebbe stata trovata una busta contenente 5.500 euro in contanti.
Nella stessa operazione è stato arrestato anche il responsabile di alcune scuole guida che, secondo l’accusa, avrebbe pagato quella somma per ottenere una corsia preferenziale negli esami e nel rilascio delle patenti ai propri clienti.
Pizzuto respinge però le accuse.
Attraverso i suoi avvocati Roberto Tricoli e Massimiliano Miceli ha fatto sapere di essere in grado di spiegare la provenienza del denaro e di essere «fermamente convinto» di poter dimostrare la correttezza del proprio operato.
Ha inoltre formalizzato le dimissioni dalla guida della Motorizzazione di Palermo, mentre l’arresto in flagranza dovrà essere sottoposto alla convalida del giudice per le indagini preliminari.
Ed è bene fissarlo subito, perché in vicende come questa la cronaca non può trasformarsi in sentenza: Pizzuto è accusato, non condannato, e la ricostruzione della Procura dovrà affrontare il vaglio del giudice e il contraddittorio della difesa.
Ma c’è un’altra storia, tutta politica e amministrativa, che merita di essere raccontata.
Perché Angelo Pizzuto non è arrivato dal nulla alla direzione della Motorizzazione di Palermo.
E soprattutto il suo rapporto con l’attuale assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò non nasce con l’attuale governo Schifani.
È una storia che attraversa almeno quattordici anni di politica regionale siciliana.
Il 2012: Pizzuto, Aricò e la presidenza del Parco delle Madonie
Il primo passaggio significativo porta indietro al 2012.
Alessandro Aricò era assessore regionale al Territorio e Ambiente nel governo Lombardo.
Angelo Pizzuto lavorava già al suo fianco.
La stampa dell'epoca, ricostruendo in quei giorni la composizione degli uffici dell’assessorato, scriveva che, con l'arrivo di Aricò, il ruolo di capo di gabinetto vicario sarebbe rimasto affidato proprio a Pizzuto.
Pochi mesi dopo accadde qualcosa di ancora più rilevante.
Il 26 luglio 2012, con decreto del presidente della Regione numero 362, Angelo Pizzuto venne nominato presidente dell’Ente Parco delle Madonie.
La documentazione ufficiale dello stesso Parco attesta che l’incarico decorse dal luglio 2012 e avrebbe avuto durata quinquennale, fino al 2017.
Ma il dettaglio politico è ancora più interessante.
La Repubblica, raccontando l’ultima raffica di nomine del governo Lombardo, descriveva Pizzuto come vice capo di gabinetto dell’assessore Alessandro Aricò proprio nel momento in cui veniva indicato per la presidenza del Parco delle Madonie.
Dunque già quattordici anni fa Pizzuto era contemporaneamente un uomo inserito negli uffici di diretta collaborazione di Aricò e destinatario di uno dei più importanti incarichi negli enti ambientali regionali.
Non una conoscenza occasionale.
Non un incontro maturato nel governo Schifani.
Ma una collaborazione amministrativa che viene da molto lontano.
Il tormentato capitolo del Parco delle Madonie
La presidenza del Parco non fu esattamente una passeggiata tra gli abeti delle Madonie.
Nel corso di quell’esperienza esplose infatti la vicenda della missione in Canada organizzata per promuovere alcuni prodotti delle Madonie.
Il caso nacque da un esposto dell’allora presidente della Regione Rosario Crocetta e portò alla sospensione di Pizzuto e ad una lunga battaglia giudiziaria e amministrativa.
È però indispensabile raccontare anche come quella storia è finita.
Pizzuto venne assolto in appello perché il fatto non sussiste per la vicenda relativa ai contributi destinati alla missione canadese e, sul piano amministrativo, ottenne anche il reintegro dopo il contenzioso sulla sua rimozione.
Quel precedente, quindi, non può essere presentato oggi come una colpa accertata.
Può invece servire a ricostruire la traiettoria di un personaggio che da oltre un decennio si muove tra politica, gabinetti assessoriali, enti pubblici e incarichi di vertice.
Poi arriva Diventerà Bellissima: Pizzuto diventa dirigente politico
Ed è qui che la biografia di Angelo Pizzuto diventa ancora più interessante.
Perché sarebbe sbagliato descriverlo soltanto come un tecnico o un burocrate.
Pizzuto ha avuto anche un ruolo politico esplicito.
Nel febbraio del 2019 viene infatti eletto per acclamazione coordinatore provinciale di Palermo di Diventerà Bellissima, il movimento fondato da Nello Musumeci, presidente della regione e adesso ministro del governo Meloni
.
Nello stesso periodo Alessandro Aricò era uno dei principali esponenti dello stesso movimento e ne guidava il gruppo parlamentare all'Assemblea regionale siciliana.
Gli atti ufficiali dell'Ars confermano che Aricò fu presidente del gruppo parlamentare Diventerà Bellissima a partire dal dicembre 2017.
Insomma, i due non condividevano soltanto una precedente esperienza amministrativa.
Condividevano anche la stessa casa politica.
E Pizzuto non vi occupava il ruolo del semplice simpatizzante.
Era coordinatore provinciale del movimento a Palermo.
Già nel 2018, inoltre, Repubblica lo indicava tra i collaboratori del gruppo parlamentare di Diventerà Bellissima all'Ars e lo descriveva come vice capo di gabinetto di Aricò.
È un passaggio fondamentale per capire la storia successiva.
Nel 2022 Pizzuto torna accanto ad Aricò: capo della segreteria particolare
Con il ritorno di Alessandro Aricò al governo regionale, il rapporto istituzionale riprende.
Nel giugno 2022 Aricò viene nominato assessore regionale per l’Istruzione e la Formazione Professionale nel governo Musumeci.
E chi troviamo nei suoi uffici?
Ancora Angelo Pizzuto.
Un documento ufficiale della Regione Siciliana relativo alla composizione dell'Ufficio di gabinetto dell'assessore Alessandro Aricò indica Pizzuto come capo della Segreteria particolare dell'assessore.
Un ruolo che, per definizione, appartiene agli uffici di diretta collaborazione politica.
La relazione Aricò-Pizzuto dunque attraversa ormai governi, assessorati e stagioni politiche differenti.
Il governo Schifani: Aricò chiama ancora Pizzuto
Arriviamo al governo Schifani.
Il 15 novembre 2022 Alessandro Aricò viene nominato assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità.
Pochi mesi dopo, il 29 marzo 2023, avviene un passaggio che gli atti della stessa Regione descrivono con estrema chiarezza.
È Aricò personalmente a manifestare ad Angelo Pizzuto la volontà di conferirgli l'incarico di coordinatore della Segreteria tecnica dell'assessorato.
Pizzuto viene qualificato nell'atto come “esterno all'Amministrazione regionale”.
Il contratto decorre dal 3 aprile 2023.
Ed è un contratto strettamente fiduciario: il documento specifica che l'incarico è revocabile ad nutum dall'assessore e dura sino alla cessazione dell'incarico dello stesso Alessandro Aricò.
Tradotto dal burocratese: Pizzuto entra nel cuore politico-amministrativo dell'assessorato per una scelta direttamente riconducibile all'assessore.
Non è un concorso.
Non è un trasferimento automatico.
È un incarico negli uffici di diretta collaborazione.
Dalla segreteria tecnica al capo di gabinetto
Ma non finisce qui.
Nell'ottobre del 2023 Angelo Pizzuto sale ulteriormente nella gerarchia dell'assessorato.
Il 6 ottobre 2023, Aricò e Pizzuto sottoscrivono il contratto individuale con cui il secondo assume l'incarico di capo di gabinetto degli Uffici di diretta collaborazione dell'Assessorato regionale delle Infrastrutture e della Mobilità.
Il contratto viene approvato con decreto assessoriale numero 49 del 9 ottobre 2023.
È difficile trovare una posizione amministrativa più vicina ad un assessore regionale.
Il capo di gabinetto rappresenta infatti uno degli snodi principali tra indirizzo politico e macchina amministrativa.
Ed è proprio qui che la lunga relazione tra Aricò e Pizzuto assume la sua dimensione più evidente.
Da collaboratore negli uffici regionali nel 2012 a capo della segreteria particolare nel 2022, coordinatore della segreteria tecnica nel 2023 e infine capo di gabinetto.
Non una fotografia.
Un film lungo più di un decennio.
Aricò propone Pizzuto anche come Mobility manager della Regione
Nel frattempo arriva un altro incarico.
Il 3 luglio 2023 l'assessore Aricò trasmette alla Giunta regionale la proposta di nomina di Angelo Pizzuto, allora coordinatore della propria Segreteria tecnica, quale Mobility manager aziendale della Regione Siciliana.
La nomina viene formalizzata attraverso il decreto assessoriale numero 39 del primo agosto 2023.
Anche questo tassello dimostra quanto Pizzuto fosse inserito negli ingranaggi dell'assessorato guidato da Aricò.
In una dichiarazione depositata nel 2023 presso l'Automobile Club d'Italia, di cui Pizzuto è stato presidente per la sezione di Palermo, Pizzuto indicava inoltre la propria carica di capo di gabinetto dell'Assessorato regionale Infrastrutture e Trasporti e un compenso spettante di 90 mila euro.
Poi la Motorizzazione di Palermo
E arriviamo all'incarico oggi finito al centro dell'inchiesta.
Nel dicembre 2024 Angelo Pizzuto viene scelto come dirigente del Servizio provinciale della Motorizzazione civile di Palermo, con decorrenza dal primo gennaio 2025.
Qui occorre essere particolarmente precisi.
Non è Alessandro Aricò a firmare formalmente il decreto di conferimento.
Il DDG numero 3936 del 9 dicembre 2024 porta infatti la responsabilità amministrativa del dirigente generale del Dipartimento regionale Infrastrutture, Mobilità e Trasporti.
Il successivo contratto individuale viene stipulato con il dirigente generale del Dipartimento e prevede una durata fino al 31 dicembre 2027.
Il Dipartimento appartiene comunque all'assessorato guidato politicamente da Aricò.
Ed è altrettanto documentato che, quando Pizzuto viene indicato per la Motorizzazione, era ancora descritto dalla stampa come capo di gabinetto dello stesso assessore Aricò.
Sulla procedura di scelta si erano inoltre mossi i sindacati.
Cgil, Cisl, Sadirs, Cobas/Codir e Siad-Csa avevano presentato quattro richieste di accesso agli atti per verificare le procedure di selezione dei candidati alla direzione della Motorizzazione.
È un particolare che oggi, alla luce dell'arresto, acquista inevitabilmente un interesse pubblico ancora maggiore.
Parco, Aci, AMG Gas, Regione: la collezione degli incarichi
La carriera di Pizzuto non si esaurisce negli assessorati regionali.
È stato presidente del Parco delle Madonie.
Ha guidato l'Automobile Club Palermo ed è stato componente del Consiglio generale Aci.
Nel 2024 è stato nominato anche presidente del consiglio di amministrazione di AMG Gas, società partecipata del Comune di Palermo.
Nel 2025 una decisione del Consiglio di Stato ha inoltre annullato il commissariamento dell'Aci Palermo, riaprendo la strada al suo ritorno alla presidenza dell'ente.
Una successione impressionante di ruoli che colloca Pizzuto nel punto esatto in cui, in Sicilia, politica e amministrazione si incontrano continuamente.
L'arresto pone una questione che va oltre i 5.500 euro
L'inchiesta della Procura dovrà stabilire cosa siano realmente quei 5.500 euro.
La difesa sostiene che Pizzuto potrà documentarne l'origine.
L'accusa ritiene invece che fossero il corrispettivo di una corruzione finalizzata a facilitare pratiche relative alle patenti.
Sarà il processo, se ci sarà, a stabilire la verità giudiziaria.
Ma la cronaca politica può già documentare un altro fatto.
Angelo Pizzuto non era un oscuro funzionario capitato casualmente alla Motorizzazione.
Era un uomo che da oltre un decennio occupava ruoli politici e amministrativi di primo piano.
Ed era soprattutto un collaboratore di lunghissimo corso di Alessandro Aricò.
Nel 2012 era già negli uffici dell'assessore.
Quando divenne presidente del Parco delle Madonie veniva indicato come suo vice capo di gabinetto.
Nel 2019 Pizzuto era coordinatore provinciale di Diventerà Bellissima a Palermo mentre Aricò guidava all'Ars il gruppo parlamentare dello stesso movimento.
Nel 2022 era capo della segreteria particolare di Aricò all'Istruzione.
Nel 2023 Aricò lo chiamò come coordinatore della Segreteria tecnica e poi lo nominò capo di gabinetto alle Infrastrutture.
Sempre nel 2023 fu Aricò a proporlo come Mobility manager della Regione.
E alla fine del 2024 Pizzuto passò dagli uffici di diretta collaborazione dell'assessore alla guida della Motorizzazione di Palermo, organismo appartenente allo stesso ramo dell'amministrazione regionale.
Le responsabilità penali sono personali. Le nomine, invece, hanno una storia
Dagli elementi disponibili non risulta che Alessandro Aricò sia coinvolto nell'inchiesta sull'arresto di Pizzuto.
E sarebbe scorretto suggerire il contrario.
La responsabilità penale è individuale e l'arresto di un collaboratore non può essere trasferito automaticamente a chi gli ha conferito precedenti incarichi.
Esiste però un dato politico-amministrativo che nessuna prudenza può cancellare: il rapporto tra Pizzuto e Aricò è documentato, continuativo e pluriennale.
Ed è questo il punto che merita adesso di essere approfondito.
Con quali criteri Pizzuto è stato scelto ripetutamente per gli uffici di diretta collaborazione?
Quali valutazioni accompagnarono il passaggio alla Motorizzazione?
Cosa contengono le procedure sulle quali i sindacati avevano chiesto accesso agli atti?
E soprattutto: dopo un arresto in flagranza che riguarda proprio l'esercizio di funzioni pubbliche alla Motorizzazione, la Regione intende rendere integralmente pubblici gli atti che hanno portato a quella nomina?
Perché i 5.500 euro nello zaino sono materia della Procura.
Ma la lunga strada che ha portato Angelo Pizzuto fino a quella scrivania è materia delle istituzioni.
E quella strada, documenti alla mano, passa più volte e per molti anni dagli uffici di Alessandro Aricò.










