
Sul tavolo gli aiuti regionali per compensare l’aumento del gasolio. L’associazione teme una distribuzione squilibrata e sollecita garanzie per le aziende minori.
Quindici milioni di euro destinati all’autotrasporto siciliano per fronteggiare l’esplosione dei costi del carburante.
Una boccata d’ossigeno attesa da migliaia di imprese, molte delle quali di piccole dimensioni e già costrette a fare i conti con margini sempre più ridotti.
Ma proprio sulla ripartizione di queste risorse CNA FITA Sicilia chiede al governo regionale di fare immediatamente chiarezza.
Al centro della questione ci sono alcune indiscrezioni circolate negli ambienti dell’autotrasporto secondo le quali sarebbe stata ipotizzata una distribuzione delle somme fortemente sbilanciata a favore delle flotte di maggiori dimensioni.
Un'ipotesi che CNA FITA non considera al momento un fatto acquisito, ma sulla quale pretende una smentita chiara e inequivocabile da parte della Regione Siciliana.
Caro carburante, cosa prevede il fondo regionale da 15 milioni
Lo stanziamento nasce dalla legge regionale 13 del 28 maggio 2026.
Nel pacchetto predisposto dalla Regione per fronteggiare l’aumento dei carburanti erano stati destinati 15 milioni di euro all’autotrasporto, accanto agli interventi previsti per agricoltura e pesca.
Il 25 settembre la Regione ha annunciato di avere raggiunto l'intesa sul decreto interassessoriale che dovrà disciplinare concretamente gli aiuti.
Secondo quanto comunicato ufficialmente, il contributo dovrebbe coprire il 70% della maggiore spesa ammissibile per il carburante, calcolata sulla differenza rispetto al prezzo medio nazionale del gasolio registrato nel febbraio 2026.
Le spese considerate sarebbero quelle sostenute dal primo marzo al 31 dicembre 2026.
Una prima quota, fino a 50 mila euro, dovrebbe essere erogabile nell'ambito del cosiddetto “super de minimis”.
Per andare oltre quella soglia e arrivare alla copertura complessiva prevista, la Regione ha annunciato invece l'intenzione di chiedere alla Commissione europea la necessaria autorizzazione.
L'allarme di CNA FITA Sicilia: «Circolano voci su una ripartizione 20-80»
Ed è proprio qui che si inserisce l'intervento di CNA FITA Sicilia.
Secondo l'associazione di categoria, starebbero circolando «insistenti voci» su una possibile proposta informale che sarebbe stata avanzata ad alcuni comitati.
L'ipotesi riferita da CNA sarebbe questa: destinare soltanto il 20% delle risorse alle piccole flotte e alle piccole imprese e il restante 80% alle flotte di maggiori dimensioni.
È importante precisarlo: CNA FITA presenta questa ricostruzione come un'indiscrezione e chiede proprio al governo regionale di smentirla.
Non risulta, infatti, dalla comunicazione ufficiale diffusa dalla Regione il 25 settembre una ripartizione del fondo secondo percentuali del 20 e dell'80%.
Il comunicato istituzionale descrive invece il meccanismo del contributo, la soglia dei 50 mila euro e il successivo passaggio europeo per gli importi ulteriori.
Il nodo delle PMI: secondo CNA rappresentano circa il 70% delle imprese
La contestazione dell'associazione parte soprattutto dai numeri.
Secondo i dati Movimprese richiamati da CNA FITA Sicilia, al 30 giugno 2026 nell'Isola opererebbero 8.822 imprese nel settore dei trasporti terrestri e mediante condotte.
Di queste, 6.195 sarebbero piccole e medie imprese, mentre 4.865 sarebbero imprese individuali.
La questione posta da CNA è quindi molto semplice.
Se fosse confermata l'ipotesi di ripartizione denunciata dall'associazione, circa il 70% delle attività del comparto dovrebbe contendersi appena il 20% dei 15 milioni disponibili, mentre la quota restante delle imprese avrebbe accesso all'80% delle risorse.
Una proporzione che CNA FITA definisce, qualora venisse effettivamente proposta, «parziale, irriguardosa e discriminatoria».
Le piccole imprese sono anche quelle più esposte all'aumento del gasolio
Il tema non riguarda soltanto il numero delle aziende.
Le imprese di minori dimensioni sono generalmente quelle che dispongono di minore capacità finanziaria e contrattuale per assorbire improvvisi aumenti dei costi operativi.
La stessa CNA FITA nazionale ha recentemente sottolineato come l'instabilità del prezzo del gasolio renda sempre più difficile programmare i servizi di trasporto e come siano soprattutto le aziende più piccole a incontrare difficoltà nel trasferire gli aumenti sui committenti.
Secondo l'organizzazione, il carburante può arrivare a rappresentare circa il 30% dei costi operativi di queste attività.
Ed è quindi proprio sul segmento economicamente più fragile del comparto che una eventuale distribuzione fortemente squilibrata degli aiuti produrrebbe gli effetti più delicati.
CNA FITA al governo Schifani: «Le PMI non possono essere bistrattate»
Da qui il messaggio politico e sindacale indirizzato al governo regionale.
CNA FITA Sicilia sostiene che non sarebbe accettabile considerare le piccole e medie imprese la spina dorsale dell'economia siciliana nelle dichiarazioni pubbliche per poi riservare loro, nei fatti, una quota marginale delle risorse disponibili.
«Non possiamo pensare che la maggioranza delle imprese siciliane del settore, seppur piccole ma fortemente legate al mercato interno, possa essere bistrattata in questo modo dal governo regionale», sostiene l'organizzazione.
E aggiunge un passaggio ancora più netto: se le PMI vengono indicate come il cuore del sistema produttivo, «vanno sostenute con i fatti e non, probabilmente, umiliate».
Il decreto non è ancora alla fine del suo percorso
C'è infine un elemento decisivo.
La partita amministrativa non può ancora considerarsi definitivamente chiusa.
Secondo quanto comunicato dalla stessa Regione il 25 settembre, lo schema di decreto dovrà essere sottoposto alla Giunta regionale, quindi passare all'esame della competente commissione dell'Assemblea regionale siciliana e successivamente essere inviato alla Commissione europea per quanto riguarda il regime autorizzativo necessario alla parte ulteriore degli aiuti.
Le domande, secondo l'impostazione annunciata dalla Regione, dovranno essere presentate entro il 30 novembre 2026.
Ed è quindi adesso che CNA FITA Sicilia pretende una risposta.
La richiesta è semplice: la Regione dica subito come saranno distribuiti i 15 milioni
CNA FITA Sicilia non sostiene che la presunta ripartizione 20% alle piccole imprese e 80% alle grandi flotte sia già stata formalmente decisa.
Sostiene esattamente il contrario: dice di non voler credere che una simile impostazione possa diventare realtà.
Per questo chiede al governo regionale e all'assessorato alle Infrastrutture guidato da Alessandro Aricò di smentire pubblicamente e senza ambiguità le indiscrezioni circolate.
Perché 15 milioni di euro possono rappresentare un sostegno importante per un settore messo sotto pressione dal caro carburante.
Ma proprio perché si tratta di denaro pubblico destinato a sostenere un comparto in difficoltà, criteri, proporzioni e beneficiari devono essere trasparenti.
E soprattutto deve essere chiarito un punto prima che il decreto completi il proprio iter: quale parte di quei 15 milioni finirà concretamente alle migliaia di piccoli autotrasportatori siciliani?
È questa la domanda posta da CNA FITA.
Adesso la risposta spetta alla Regione.










