
Al centro del dibattito, gli effetti su edilizia, turismo e agricoltura: sindaci e imprese chiedono regole per programmare gli investimenti.
L’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, ha annunciato il 28 settembre il ritiro dell’attuale proposta del Piano paesaggistico della Città metropolitana di Palermo.
La decisione arriva dopo le contestazioni di amministratori locali e rappresentanti politici e apre una nuova fase di approfondimento sulle esigenze dei territori.
La riunione prevista nel pomeriggio a Palazzo d’Orléans è stata annullata.
Le ragioni del ritiro: più spazio alle osservazioni dei Comuni
Scarpinato ha spiegato che la scelta intende dare ai sindaci e alle comunità locali più tempo per presentare le proprie istanze.
L’obiettivo dichiarato è arrivare a uno strumento costruito attraverso una maggiore condivisione istituzionale, dopo ulteriori verifiche e approfondimenti.
L’assessore ha tuttavia ribadito che la salvaguardia del patrimonio paesaggistico resta un punto fermo.
Il nuovo confronto, nelle intenzioni espresse, dovrà quindi svolgersi nel rispetto delle regole e degli obiettivi di tutela.
Venuto meno l’oggetto del vertice convocato per affrontare il dossier, l’incontro che era stato fissato per procedere alla firma è stato cancellato.
Le preoccupazioni per investimenti, turismo e agricoltura
Prima dell’annuncio, il senatore Raoul Russo e la deputata Carolina Varchi, entrambi di Fratelli d’Italia, avevano proposto di valutare un ritiro tecnico.
I due parlamentari avevano raccolto le preoccupazioni di amministratori e imprenditori, segnalando possibili ricadute sui progetti collegati alla ZES Unica.
Anche Vincenzo Figuccia, della Lega, aveva chiesto lo stop, richiamando i rischi per edilizia, turismo e agricoltura.
Si tratta delle criticità prospettate dagli esponenti politici intervenuti nel dibattito, che chiedevano un riesame delle conseguenze del provvedimento sulle attività economiche.
Dopo l’annuncio, Figuccia ha espresso soddisfazione ringraziando Scarpinato per avere accolto le sollecitazioni dei territori.
La proposta del Pd e i prossimi passaggi
Dal Partito Democratico, Pietro Macaluso, responsabile delle Politiche territoriali del Pd Palermo, aveva chiesto il ritiro in autotutela.
Tra le proposte avanzate figurano un tavolo permanente con amministrazioni locali e ordini professionali e un migliore raccordo cartografico con i piani regolatori comunali.
L’annuncio di Scarpinato indica dunque la volontà di riaprire il percorso di confronto, ma non specifica una scadenza per la presentazione di un nuovo testo.
Il passaggio successivo sarà definire come raccogliere e valutare le osservazioni dei territori, mantenendo gli obiettivi di tutela richiamati dall’assessore.
Il rischio adesso è di andare, come al solito, alle calende greche.










