
Un corpo celeste ha da qualche settimana un nome nuovo: quello del pianista siciliano scomparso nel 2025.
Un omaggio che lega per sempre la sua musica alle stelle.
C'è un punto, nella fascia principale degli asteroidi tra Marte e Giove, che da qualche settimana ha un nome nuovo.
Un nome che, fino allo scorso anno, risuonava nei jazz club, nei teatri e nelle aule di conservatorio: Valerio Rizzo.
Il 7 settembre 2026 l'Unione Astronomica Internazionale ha intitolato al pianista e compositore di Castelvetrano, scomparso nel dicembre 2025 a soli 33 anni a causa di una malattia incurabile, l'asteroide (151280) Valeriorizzo.
Scoperto il 10 gennaio 2002 dal programma CINEOS a Campo Imperatore (in Abruzzo), il corpo celeste era identificato finora con la designazione provvisoria 2002 AM188.
Per chi ha conosciuto Valerio, per chi lo ha visto esibirsi e per chi ha avuto la fortuna di essere suo allievo, è molto più di un riconoscimento scientifico.
È come se la sua musica, fatta di instancabile ricerca, silenzi colmi di significato ed emozioni che sembrano arrivare direttamente da un altro mondo, avesse trovato finalmente "la casa" a cui è sempre appartenuta.
La dedica ufficiale
Poche righe, scelte con cura, per racchiudere una vita in musica.
Nella traduzione italiana, la dedica ufficiale recita: «Valerio Rizzo (1992–2025) è stato un pianista italiano di musica classica e jazz, docente al Conservatorio “Arturo Toscanini”.
Si è esibito a livello internazionale con artisti e orchestre di rilievo e ha composto l’album jazz Colmare D’Argento, pubblicato postumo».
L'idea dell'astronomo Alessandro Nastasi
A proporre l'intitolazione è stato Alessandro Nastasi, astronomo del Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche GAL Hassin, che ha sede a Isnello.
Nastasi ha coinvolto il collega Fabrizio Bernardi, scopritore di decine di asteroidi.
Così racconta il percorso che ha portato il nome di Valerio nel catalogo dei corpi minori del Sistema solare: “Ho avuto l'idea di voler dedicare un asteroide a Valerio ad inizio luglio di quest'anno.
Mi sembrava un bel modo per legare il suo nome a qualcosa di concreto, eterno e poetico al tempo stesso, soprattutto in prossimità della data del suo compleanno.
A metà luglio ho avanzato quindi la proposta al mio collega e collaboratore Fabrizio Bernardi, astronomo italiano e scopritore di varie decine di asteroidi dagli anni 2000.
Per poter assegnare il nome ad un asteroide, infatti, è necessario che la richiesta venga avanzata dal suo scopritore all'Unione Astronomica Internazionale (IAU): l'organo internazionale che regola l'assegnazione dei nomi agli asteroidi.
Inoltre, l'asteroide da nominare deve avere un'orbita ben definita, cosa che richiede spesso parecchi anni per potersi realizzare.
Fabrizio si è reso subito disponibile a proporre uno dei suoi asteroidi per Valerio, cosa che mi ha riempito di enorme gioia.
Insieme alla famiglia, quindi, abbiamo provato a definire una dedica da associare al nome di Valerio, e questa forse è stata la parte più difficile: dover esprimere la grandezza e la bellezza di un grande artista in pochissime righe.
Grazie a Fabrizio, la proposta di assegnazione dell'asteroide è stata quindi inviata alla commissione IAU.
Ci sono voluti due mesi, ma alla fine la proposta è stata accettata e pubblicata sul bollettino di settembre.
È stato davvero emozionante vedere il nome di Valerio associato per sempre ad un asteroide della fascia principale, tra Marte e Giove: il numero 151280, che da ora in poi verrà chiamato e riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale come (151280) Valeriorizzo!”.
La commozione della famiglia di Valerio: “Questo riconoscimento è una forma di immortalità”
Il legame tra Valerio e il cielo non nasce oggi.
Nel suo ultimo disco, Colmare D'Argento, le immagini astronomiche attraversano la scrittura, e un brano in particolare, M101, è dedicato all'omonima galassia.
È proprio da qui che parte il pensiero della famiglia Rizzo: “Chi ha avuto modo di conoscerlo, sa benissimo che Valerio si è sempre identificato come una persona speciale – commenta la famiglia di Valerio -.
Dopo aver lasciato un segno indelebile su ognuno di noi, la sua luce continuerà a brillare attraverso un asteroide che porterà il suo nome, continuando la sua orbita attorno alla luce del sole e rappresentando un ponte ideale tra il suo operato sulla Terra e l’immensità dello spazio.
Questo legame è stato più volte ripreso da Valerio e ben rappresentato all’interno del suo album postumo Colmare d’Argento, pubblicato a dicembre dello scorso anno.
Il brano M101, infatti, è esplicitamente dedicato a Messier 101, una galassia a spirale nella costellazione dell’Orsa Maggiore.
Il brano è caratterizzato da una scrittura musicale ampia e circolare, concepita per evocare il lento ruotare della galassia.
A differenza delle onorificenze terrene, ricevere un simile riconoscimento ha un significato profondo.
È una forma di immortalità, perché il nome di questo corpo celeste diventa permanente finché esisterà la civiltà umana.
Il fatto che la comunità scientifica internazionale abbia riconosciuto il valore del contributo artistico di Valerio alla società rappresenta per noi uno dei più alti attestati di stima”.
Da Castelvetrano ai conservatori: una formazione tra due mondi
Valerio Rizzo nasce a Castelvetrano nel 1992 e diventa palermitano d'adozione.
A sei anni mette già le mani su pianoforte e fisarmonica, guidato dal padre; dai nove anni prosegue gli studi musicali con la maestra Maria Zancana, sostenendo gli esami come candidato esterno al Conservatorio “A. Scontrino” di Trapani.
La sua strada è stata fin dall'inizio doppia, classica e jazz, e non ha mai smesso di esserlo.
Nel 2009 ottiene il diploma in performance pianistica classica rilasciato dall'Associated Board of the Royal Schools of Music e, nello stesso anno, inizia a studiare jazz alla Open Jazz School di Palermo.
Nel 2014 si diploma con lode in Pianoforte Jazz al Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara, con una tesi di impronta schopenhaueriana, Il jazz come volontà e rappresentazione, che riceve il plauso della commissione.
Nel 2016 vince la borsa di studio per le Umbria Jazz Clinics ed è finalista al Premio Internazionale Massimo Urbani; nel 2017 consegue il diploma di secondo livello in Pianoforte Classico Solista, con lode e menzione d'onore, al Conservatorio “A. Scarlatti” di Palermo.
Amava il romanticismo di Chopin e la ricerca timbrica di Ravel, e sul versante jazzistico si muoveva tra l'eleganza di Bill Evans e la spontaneità di Sonny Clark.
Coltivava anche la passione per il teatro e per la filosofia, perché per lui la musica era anche pensiero.
I palchi e le orchestre che amava tanto
Il suo primo concerto all'estero arriva appena un anno dopo l'inizio degli studi jazz, nell'estate del 2010, al Langnau Jazz Festival in Svizzera.
Da lì una lunga serie di palchi: il Cheltenham Jazz Festival nel Regno Unito, il Palermo Jazz Festival, il Pisa Jazz Festival, il Castelbuono Jazz Festival, il Gela Jazz Festival, il Mixxer di Ferrara.
Ha suonato con moltissimi artisti, tra i quali Simona Molinari, Lauren Henderson, Stjepko Gut, Rosario Giuliani, Rosalba Bentivoglio, Bebo Ferra, Ricky Portera, Giuseppe Milici, Daniela Spalletta e Alessandro Presti.
Era pianista stabile della Alma Jazz Orchestra e ha collaborato con l'Orchestra Jazz Siciliana, l'Orchestra Sinfonica Siciliana, la Frescobaldi Big Band, l'Orchestra Sinfonica “V. Bellini”, la Balarm Orchestra e la Tatum Art Orchestra.
Il teatro è stato l'altra sua casa: ha lavorato con l'attore Tommaso Bianco, con Ugo Giacomazzi e Serena Ganci nello spettacolo Canzoni d'Amore, con il comico palermitano Sergio Vespertino e con Giuseppe Milici in L.O.V.E., portato in scena al Teatro Ditirammu nel luglio 2020.
Il mare, i tramonti e la nascita di Colmare D'Argento
Dal 2018 al 2021 Valerio è stato pianista jazz per Royal Caribbean International, suonando nei jazz club delle navi da crociera; nel dicembre 2021 è stato anche nominato "Employee of the month".
Proprio in mare, durante un periodo a bordo, è nato il brano che avrebbe dato il titolo al suo disco più personale, Colmare D'Argento, ispirato al mare e ai tramonti.
L'album è uscito il 19 dicembre 2025 per Alman Music: dodici brani, tutti firmati da Rizzo, musica sospesa tra contemplazione, memoria e silenzio.
Non era stato pensato come un addio, ma è diventato il suo lascito artistico e umano: un'eredità potentissima.
La cattedra a Ribera e il saluto del Davis Jazz Club
Nell'anno accademico 2024/25 Valerio era entrato in ruolo sulla cattedra di Pianoforte Jazz del Conservatorio “Arturo Toscanini” di Ribera.
Un traguardo che gli permetteva di trasmettere ai più giovani ciò che aveva imparato in tanti anni di studio e di palcoscenico.
La malattia non gli ha permesso di vedere uscire il suo disco.
Valerio avrebbe voluto continuare a condividere musica e amore.
Quando è venuto a mancare, il Davis Jazz Club di Palermo lo ha salutato con una definizione che molti hanno sentito calzante, anzi, assolutamente perfetta: “Il Poeta del Pianoforte”.
Un'orbita che non si ferma
Oggi quel poeta ha un'orbita tutta sua.
Mentre (151280) Valeriorizzo continua il suo lento giro attorno al Sole, la musica di Colmare D'Argento resta a disposizione di chiunque voglia ascoltarla.
Come in M101, dove le note "girano" su se stesse imitando una galassia, anche la storia di Valerio Rizzo non avrà fine; è già diventata un movimento ampio e circolare che continuerà, per sempre.










